Il caso non si esaurisce nel numero finale. La domanda vera riguarda il funzionamento dell’A.L.P.I., cioè l’attività libero professionale intramuraria: un servizio pagato dal paziente, svolto fuori dall’orario istituzionale e gestito dentro il perimetro pubblico. Proprio per questo la sua contabilità deve restare separata e in equilibrio.
Nota di garanzia: l’articolo ricostruisce una contestazione contabile e una citazione a giudizio. Nessuna responsabilità definitiva può essere attribuita prima della decisione della Corte dei conti.
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Importo contestato, udienza e numero del giudizio
Il procedimento oggi ha un perimetro definito. La sezione giurisdizionale della Corte dei conti discuterà il caso il 23 settembre 2026. Il fascicolo di giudizio risulta iscritto al numero 1043. L’importo che prendiamo come riferimento analitico è 1.413.199,31 euro, perché nasce dalla somma delle tre annualità indicate nella ricostruzione contabile: 498.226,81 euro per il 2019, 882.558,00 euro per il 2020 e 32.414,50 euro per il 2021.
La differenza fra ricavi e costi è il centro tecnico della vicenda. Nel triennio verificato, l’attività ALPI avrebbe generato 9.763.680 euro di ricavi a fronte di 11.176.879,31 euro di costi. La distanza tra queste due grandezze coincide con il danno erariale contestato, salvo interessi e accessori di legge che appartengono alla domanda risarcitoria.
Come si arriva alla citazione a giudizio
La sequenza comincia il 28 giugno 2022, quando un’annotazione della Guardia di Finanza segnala alla magistratura contabile un possibile danno legato al mancato aggiornamento dei tariffari intramoenia. Il passaggio successivo arriva il 16 dicembre 2024, con il decreto numero 84 della Procura regionale che delega il Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Aosta ad approfondire il fascicolo istruttorio I00032/2022.
Il 5 novembre 2025 viene emesso l’invito a dedurre, atto che apre il contraddittorio preliminare con i soggetti indicati dalla Procura. Dopo quella fase, la magistratura contabile deposita l’atto di citazione davanti alla sezione competente. La cronologia è importante: prima c’è la verifica investigativa, poi l’addebito preliminare, infine l’apertura del giudizio in cui le difese potranno contestare importi, nesso causale e quota di responsabilità.
Perché il triennio contestato si ferma al 2021
Le verifiche hanno intercettato criticità anche su anni precedenti, con riferimenti che risalgono al 2014. La parte oggi portata in giudizio riguarda però gli esercizi 2019, 2020 e 2021. Il motivo è giuridico: per le annualità fino al 2018 è maturata la prescrizione dell’azione contabile. Questo restringe il campo risarcitorio, ma non elimina il valore istruttorio del periodo più lungo nella lettura dell’inerzia amministrativa contestata.
La nostra deduzione è lineare: la Procura usa il triennio non prescritto per chiedere il ristoro economico e guarda agli anni precedenti per sostenere la conoscibilità del problema. In un procedimento per responsabilità amministrativa, la durata del segnale contabile conta quasi quanto il saldo finale, perché aiuta a valutare se lo squilibrio fosse occasionale oppure strutturale.
Che cosa è l’ALPI e perché deve stare in equilibrio
L’attività libero professionale intramuraria consente al personale medico e sanitario di svolgere prestazioni a pagamento, fuori dall’orario di servizio, usando strutture o strumenti dell’azienda sanitaria. Il paziente sceglie il professionista e sostiene il costo della prestazione. La funzione pubblica resta sullo sfondo in modo molto concreto: l’intramoenia deve integrare l’offerta, contribuire a governare le liste d’attesa e non sottrarre capacità all’attività istituzionale.
La disciplina nazionale, richiamata anche nei monitoraggi AGENAS, pone condizioni precise: l’attività deve essere compatibile con i fini del Servizio sanitario, non deve far crescere i tempi d’attesa dell’ordinario e per ciascun dipendente non può superare la produttività o l’impegno consentito rispetto all’attività istituzionale. Sul versante economico il vincolo è altrettanto chiaro: il tariffario deve coprire i costi diretti e indiretti collegati alla prestazione.
Il prezzo deve coprire tutta la macchina
La tariffa intramoenia comprende l’intera filiera economica della prestazione: professionista, personale di supporto, uso degli ambulatori, apparecchiature, costi generali, imposte, quota per il fondo di perequazione e componente collegata agli interventi di prevenzione o riduzione delle liste d’attesa prevista dalla disciplina nota come Balduzzi.
La legge 3 agosto 2007, numero 120, impone un tariffario idoneo ad assicurare l’integrale copertura dei costi direttamente e indirettamente correlati alla gestione dell’intramoenia. La legge 724 del 1994 e il DPCM 27 marzo 2000 completano il perimetro organizzativo e contabile. Nel caso valdostano, la contestazione nasce proprio qui: tariffe rimaste ferme mentre il costo effettivo delle prestazioni cresceva o veniva registrato in modo pienamente visibile soltanto nei consuntivi.
La criticità dei bilanci preventivi
La Procura contabile contesta anche la mancata previsione dei costi. Nei bilanci previsionali ALPI sarebbero mancate voci relative a costi diretti e indiretti, poi emerse nei consuntivi. Questo dettaglio è decisivo perché un tariffario si corregge in tempo utile soltanto se la direzione vede l’intero costo prima della chiusura dell’esercizio.
Quando la voce economica compare a consuntivo, l’azienda può registrare la perdita ma non può più correggere il prezzo delle prestazioni già rese. La conseguenza contabile è semplice: la perdita della gestione separata viene assorbita dal bilancio aziendale e poi dal livello regionale. In una sanità finanziata dalla fiscalità generale, questa dinamica sposta sul pubblico il costo di un’attività pagata privatamente dall’utente.
Bilancio Usl in avanzo e ALPI in perdita: perché le due cose possono coesistere
Un bilancio aziendale complessivamente positivo può contenere al suo interno una gestione separata in perdita. È questo il passaggio che spesso confonde la lettura del caso. L’avanzo generale non sterilizza il disavanzo ALPI, perché la normativa richiede che l’intramoenia si regga sui propri ricavi e non produca oneri aggiuntivi per l’azienda sanitaria.
La contabilità separata serve proprio a evitare che le prestazioni libero professionali si mescolino con la spesa ordinaria. Se il saldo dell’intramoenia chiude sotto zero, il risultato complessivo dell’Usl resta sullo sfondo: la criticità nasce dal possibile caricamento dei costi di una gestione vincolata sul resto della macchina pubblica.
Chi è chiamato a rispondere e con quale riparto
La citazione riguarda 25 persone. Nel gruppo dei ruoli apicali figurano Angelo Michele Pescarmona, Marco Ottonello e…
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Junior Cristarella
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